“Mamma che Anfia!” ci verrebbe da dire.

L’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) segnala gravi problemi nel mercato autmobilistico, o meglio, il mercato è in forte ripresa, ma c’è un “ma” gigantesco: mancano le materie prime e i prezzi sono alle stelle!

È di pochi giorni fa l’ultima notizia non incoraggiante: a dispetto delle previsioni e di una “crescita” da mettere tra virgolette e un po’ forzata, settembre ha visto un calo delle nuove immatricolazioni del -25,2% (rispetto a settembre 2020) nel settore automotive in Europa, il più basso dal 1995.

In Italia il calo ha toccato il -32,7%. Numeri comunque superiori del 20,6% rispetto all’anno scorso.

La crescita c’è, ma si basa rispetto al biennio precedente, che ha visto un calo di produttività che in alcuni Paesi dell’UE ha rasentato lo zero (il crollo generale in Europa è stato di circa il 24%).

Complice la pandemia e il lockdown del 2020, il mercato dell’automobile ha subito un durissimo colpo riguardo alla richiesta, che purtroppo sembra rallentare con troppa calma.

Le case produttrici (sia di auto sia di materie prime) si sono quindi ritrovate a dover rallentare la produzione dando fondo alle scorte già presenti nei magazzini. Fino a qui tutto abbastanza bene e regolare.

Il problema vero nasce nel momento in cui tutta la produzione è rallentata sia in termini di personale sia in quelli di produzione ed estrazione delle materie prime.

Per forza di cose il ritmo è stato adattato alla richiesta per non ritrovarsi nuovamente sommersi di scorte.

La fine del 2020 e l’inzio del 2021, tra campagne vaccinali e riaperture, hanno visto letteralmente impennare il settore auto rinvigorendosi improvvisamente (anche grazie agli ecoincentivi) e riempiendosi di richieste rispetto al 2020.

Il problema arriva ora, quando, a fronte dell’elevato numero di richieste, non si riesce a soddisfare il mercato a causa dei ritmi ancora rallentati. A questo si aggiungono i prezzi delle materie prime completamente schizzati alle stelle e si prevedono ulteriori aumenti sui listini.

Listini in crescita

Se a rincarare sono le materie prime, ovvero il primo anello della catena, questo aumento impatterà inevitabilmente sui prezzi di listino delle case automobilistiche che saranno costrette ad aumentare il prezzo delle auto.

Il mercato infatti sta già prendendo questa piega: si vendono meno auto, a prezzi più alti.

Se per le materie prime appartenenti ai metalli (rame, acciaio e alluminio) la produzione è mondiale e abbastanza locale per ogni Paese, a mettere l’industria in ginocchio più di tutte è quella delle resine (plastiche) . Essendo queste ultime in mano a una cerchia ristretta di aziende mondiali, i produttori si ritrovano nella condizione di dettare legge su un mercato quasi monopolizzato.

L’aumento dei costi delle materie prime va da un 10 a un 25%.

Non ultimi tutti i minerali (comprese le terre rare) utili alle nuove tecnologie, chip compresi, che vedono al primo posto dell’estrazione e produzione la Cina.

Le nuove tecnologie e la necessità di produrre batterie per le nuove auto elettriche rendono i Paesi estremamente dipendenti dal principale produttore, che guarda con molto interesse soprattutto all’Europa.

L’UE infatti prevede di diventare il maggior fruitore di auto elettriche.

Uno scenario non proprio rassicurante per un mercato che si è visto prima crollare, dovendo rallentare fino a quasi azzerare la produzione; per poi ripartire ritrovandosi senza i mezzi per rientrare in produzione a pieno regime.

La scarsità dei materiali ha messo i produttori di questi in condizioni di “fare il prezzo” riflettendo i rincari sulle case automobilistiche e sui compratori finali.

Una cosa è certa: i vertici del settore si sono messi in moto per ragionare sull’uso di materie prime seconde anche se, a oggi, quasi tutti i materiali risultano riutilizzabili e riciclabili, fatta esclusione per le plastiche termoindurenti.

Queste ultime al momento non sono riciclabili.

Il settore auto è in barca

In un mondo che continua a oscillare come un mare in tempesta, come muoversi?

Come possiamo intervenire alla luce di tutto questo?

In primo luogo, dato che sono previsti ulteriori aumenti sui listini per i prossimi mesi, il primo consiglio che possiamo darti è: il momento è ora! Prima che sia troppo tardi e i prezzi salgano ancora, se hai intenzione di cambiare auto, crediamo che ti convenga accelerare i tempi.

In più, potendo collegare questo al consiglio precedente, sappi che è il momento buono per “liberarti” della tua vecchia auto, per due motivi: il primo è per rottamarla e acquistandone una nuova finché i prezzi sono accettabili, il secondo è che c’è molta richiesta di auto usate anche da parte dei concessionari.

Quindi, per concludere, se sei interessato a vendere la tua auto, puoi provare il nostro calcolatore online di stima del valore della tua auto.

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